venerdì 10 febbraio 2012

Risposta!

Non riuscendo a commentare sotto l'articolo della Prof. lo faccio qui :


Personalmente ,credo che i tedeschi in particolare il giornalista che ha prodotto questo articolo  non ha la minima idea di cosa hanno provato milioni e milioni di ebrei in quel campo di concentramento,non sa cosa si prova lavorare senza mai fermarsi,non è abituato a questo "genere di cose" .E' un tedesco che si è permesso di fare commenti gratuiti su un evento che ha sconvolto quasi tutta l'Italia : non è detto che siamo tutti come il comandante Schettino(ammesso che il comandante abbia fatto degli errori anche perché,sarà la legge a giudicare e non lui)e nessun tedesco si può permettere di giudicare i problemi che l'Italia affronta solo perché si sentono una razza superiore!! Ha detto (addirittura!!) che noi italiani non siamo una razza..beh loro sì con Hitler,loro si che sono bravi : li abbiamo visti nelle nostre città ,o almeno abbiamo ascoltato testimonianze,mentre uccidevano bambini o donne. Sicuramente Prof. al razzismo non si risponde con il razzismo,e non è la strada giusta da seguire anche perché non si riesce a costruire un mondo diverso; ma non credo che queste siano le parole giuste per parlare di un argomento così delicato come la tragedia della Costa Concordia..Provo ribrezzo nei confronti dei tedeschi che non sanno cosa vuol dire piangere per un familiare o una persona che ora non c'è più!!!

Shoah : Per non dimenticare...

“Erano cento
Erano cento uomini in arme.
Quando il sole sorse nel cielo,
Tutti fecero un passo avanti.
Ore passarono, senza suono:
Le loro palpebre non battevano.
Quando suonarono le campane,
Tutti mossero un passo avanti.
Così passò il giorno e fu sera,
Ma quando fiorì in cielo la prima stella,
Tutti insieme fecero un passo avanti.
“Indietro, via di qui, fantasmi immondi:
Ritornate alla vostra vecchia notte”:
Ma nessuno rispose, e invece.
tutti in cerchio, fecero un passo avanti.”
Primo Levi, incipit di “Vizio di forma”


Oltre questa Poesia di Primo Levi ,molto significativa,mi piacerebbe proporre questa piccola parte del diario di Anna Frank : 

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte,della miseria,della confusione.Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto,odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà,partecipo al dolore di migliaia di uomini,eppure quando guardo il cielo,penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà,che ritorneranno la pace e la serenità.
Il diario di Anna Frank

venerdì 3 febbraio 2012

"Il Mio Primo Giorno di Scuola.."


Il mio primo giorno di scuola lo ricordo piuttosto bene  : ricordo la paura di fare nuove amicizie,il timore di conoscere nuovi professori,e la paura di lasciare gli “anni belli delle medie” ..e sì perché sapevo che da quel momento il metodo di studio sarebbe stato diverso , sapevo che sarebbe stato tutto più difficile . Ricordo l’auditorium dove erano riuniti tutti i ragazzi che avrebbero formato la mia classe .Ecco la nostra classe : la prima fregatura!!! Si..l’aula era ed è vicino l’ufficio della Preside. .  . Sfigati!! Una volta occupati i nostri banchi la prima cosa a cui ho fatto caso erano i volti nuovi e sconosciuti ,eccetto quello della mia compagna di banco Valentina ,per il resto non conoscevo nessuno ma avevo tanta voglia di farlo , a dir la verità ero curiosa di sapere anche la loro prima impressione su di me! Vedevo quelle faccine intimorite , come lo era la mia. Uno sguardo alla professoressa : bassina,osserva tutti e parla ininterrottamente di questa nuova scuola e di questi cinque anni da affrontare .Speravo non dicesse le solite cose ,speravo parlasse di qualcosa di diverso , di desiderabile che non mi facesse annoiare subito ,speravo mi facesse capire che lo sforzo che dovevo fare avrebbe potuto riempire la mia vita come ora riempie la sua . Non ricordo i particolari del primo giorno ma sono convinta del fatto che , dopo tre anni, ho conosciuto persone fantastiche ,amiche e amici che sanno consigliarmi ,ma soprattutto sanno sopportarmi ,riempiono i miei giorni e mi fanno sorridere quando non ci sono altre ragioni per farlo .Però l’unica cosa di cui mi pento è che ,come classe, non siamo uniti come dovremmo : le liti in classe sono spesso ricorrenti . Però poi mi rendo che ci sono ancora altri due anni e mezzo da trascorrere insieme e spero che ,alla fine, diventeremo un gruppo unito..da fare invidia a tutti!!